Management
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Simona Barca

L’imprenditore non può fare marketing e comunicazione da solo
Sottotitolo: Ho un’agenzia di marketing,ma non so farlo da sola
Inauguro questo blog e questo sito (che avrei dovuto mettere giù anni fa) con un’ammissione difficile per me. Avrei potuto di sicuro inserire in prima pagina i nomi dei miei clienti, i numeri delle performance di marketing e altre figate di branding che, per fortuna, posso permettermi di non comunicare, ma parto da una riflessione che può essere utile agli imprenditori, miei clienti e amici.
Io, come lavoro, ho scelto di creare identità e connessioni per brand e aziende. È un lavoro che adoro e che mi viene quasi naturale, per certi versi, ma farlo per me stessa si è rivelato davvero difficile.
PROBLEMA N. 1: IL TEMPO
Rimandare, rimandare, rimandare perché vengono PRIMA I TUOI CLIENTI, nel mio caso, mentre nel caso dell’imprenditore viene prima QUALSIASI COSA. E anche se l’imprenditore è super capace, il marketing e la comunicazione sono spesso l’ultima voce del promemoria del giorno, per forza di cose.
Purtroppo si crea poi un circolo vizioso: vai a dormire pensando che ti manca sempre qualcosa, perché il branding, la comunicazione e il marketing costituiscono i pilastri di un’azienda. Pensa che tarlo era per me, che per questo motivo non ci dormivo proprio, perché avrei dovuto dimostrare esattamente il contrario, vista la natura della mia attività.
PROBLEMA N. 2: LE PERSONE GIUSTE
Ho sempre creduto che la comunicazione abbia bisogno del supporto di una persona esterna all’azienda per essere sviluppata al meglio. Così come funziona in tanti altri ambiti professionali: gli psicologi vanno da altri psicologi, i medici da altri medici. Forse solo gli architetti non si farebbero mai fare la casa da altri, ma, credetemi, conosco elettricisti che chiamano altri elettricisti per farsi fare casa propria perché non ne possono più.
Ho provato ad affidarmi a molti professionisti miei colleghi, ma mi hanno propinato sempre la stessa solfa: sei un’agenzia, parla dei casi studio, fai vedere due numeri, fai i caroselli in cui spieghi come si pubblica su Instagram e a che ora. No, per favore, no.
PROBLEMA N. 3: L’IMMEDESIMAZIONE TRA L’IMPRENDITORE E IL BRAND
Noi non siamo il nostro brand: il nostro gusto personale sulle cose c’entra relativamente in alcuni ambiti di mercato, in cui bisogna, per forza di cose, costruire una comunicazione coerente con il mercato di riferimento. Una persona esterna ti aiuta a comprendere i confini e a prendere decisioni giuste, con un occhio capace di guardare con professionalità, più dall’alto rispetto a te, imprenditore infognato nella quotidianità della tua operatività.
RISOLUZIONE
Ho finalmente intravisto una luce dopo vari tentativi, anni e capate nel muro che se fossi stata un’azienda con un budget allocato nel marketing, mi sarei cappottata dopo pochi mesi (proprio per questo, se vuoi una mano, ti aiuto a velocizzare il processo).
In quel momento ho richiamato alcuni miei colleghi che ammiro e con i quali condivido una visione di agenzia lontana dai classici modelli a cui siamo abituati: Performance, Social Media Taffo, SEO Magica, Commerciali Folletto e tossicità interne varie.
Ho chiacchierato con loro e tante di quelle conversazioni sono diventate — e diventeranno — parte del Journal di Senza Bordi.
Parallelamente alla diffusione sempre più massiva dell’AI, la nostra visione si è delineata con ancora più chiarezza, fino a diventare il concetto alla base di tutta la nostra comunicazione. E parte da questa riflessione:
“Senza Bordi ha una grande caratteristica che la contraddistingue e di cui sono fiera, perché non è mai stata il claim di un’operazione di marketing, ma una predisposizione naturale che chi ci conosce percepisce velocemente: la grande umanità.”
Questo valore è sicuramente trainato dalla mia persona, ma trova massima espressione attraverso i miei collaboratori freelance come Colomba, Annachiara, Beatrice, Maurizio, Ciro, Marzia e tutte le altre persone che collaborano con me, che mi rispondono sempre con il sorriso e con la voglia di fare. Ma anche quella dei miei clienti, con i quali “ci siamo scelti” e funzioniamo da anni insieme nei progressi della loro realtà aziendale. Sono fortunata? Un pò sì, ma credo di meritarlo perché sono rimasta anche molto UMANA: è questa la mia forza e lo sarà sempre.”

